marco stanzani

Caro Babbo Natale, ma della musica frega ancora a qualcuno?

Caro Babbo Natale,

Confesso che non ci sto capendo un granchè.
Si sta per chiudere un altro anno che definirei davvero come “spartiacque”.

Non esagero: una volta bastava aspettare Renzo Arbore sotto casa e allungargli il 45 giri del tuo artista. Se te lo programmava ad Alto Gradimento si poteva andare tutti quanti in vacanza ad Honolulu che il lavoro era già fatto.
Poi si è arrivati alla prima fase delle radio libere, quella che ho preferito, nella quale chi andava in onda decideva cosa suonare senza imposizioni da parte di capi-programmazione. Facevamo i radio tour per tutto lo stivale con gli artisti e le emittenti mandavano un fax a te e un altro diverso dal tuo lo mandavano a me. In ogni fax i nostri artisti erano sempre al nr 1, noi eravamo felici e le radio in cambio ricevevano da noi spedizioni di migliaia di dischi che altrimenti avrebbero gravato fortemente sui loro bilanci.

Il monitoraggio delle programmazioni radio ha determinato la nascita delle classifiche di gradimento sui brani e nella seconda metà degli anni novanta il music control si è trasformato come vero e proprio corano da seguire ossequiosamente. Le major hanno iniziato a litigare per il market share del venerdì sulla base delle indicazioni del Music Control ed anche le agenzie pubblicitarie hanno preso spunto da questa classifica per scegliere il brano più indicato a movimentare la prossima campagna pubblicitaria. Ho visto gente che avrebbe venduto la mamma per un passaggio in più su radio pinco pallino che avrebbe permesso al proprio artista di guadagnare una posizione nella classifica del music control.

Poi lo sai cosa è successo Babbo Natale?

E’ successo che da Napster in poi, con il nuovo millennio, nessuno ha più acquistato musica. Con i peer-to-peer sembrava come quando gli alleati arrivarono in piazza a portare acqua, cioccolata e sigarette gratis per tutti. Abbiamo qui tutta la discografia completa dei Pink Floyd. Gratis! La volete?
E come no? Arraffa arraffa, coi torrent più generosi si sono rimpinzate le panze di Hard Disk super capienti che contenevano ogni rigurgito di Jim Morrison. Anche il più raro.

La radio in quel periodo diceva ancora la sua, ma è dopo, caro Babbo Natale, che è iniziato il vero cambiamento. A dare un fermo a questo pozzo senza fondo chiamato pirateria, è accorsa la nascita delle piattaforme di streaming legale. Queste han dato vita al fenomeno sul quale confesso non ci sto capendo proprio niente: le playlist.

Cioè, una volta noi ci facevamo la cassettina TDK che ascoltavamo fino a che il nastro, riavvolto con le bic fino alla nausea, non si auto-demoliva da solo come fosse il sequel di una Mission Impossibile qualsiasi. Ora è molto più semplice: vai su Spotify, ti fai le tue playlist e di quel che suonano alla radio sai che cosa te ne frega?

Cioè Babbo Natale,

ho capito che alla radio non frega più gran che della musica che le proponi di suonare che tanto lei la usa solo come riempitivo e per questo motivo sceglie più che altro canzoni dal passato. Ho capito che la gente ascolta la radio principalmente per informarsi o per ridere con Fiorello o sentire che bestialità tirano fuori alla Zanzara su Radio24 o allo Zoo su 105. Non certo per sentire il nuovo successo dell’artista tal dei tali.

Ma allora di questa musica gliene frega qualcosa ancora a qualcuno oppure no?

Certo che si, altrimenti non si spiegherebbe questo inarrestabile successo degli eventi live che creano aggregazione e che piacciono da matti a giovani e meno giovani. Ma è proprio di questo che ti volevo parlare Babbo Natale, chissà che tu non mi possa aiutare.

Perché Gigi, che ha la ferramenta in via Mazzini, ad ogni concerto di Vasco non perde occasione di massacrarmi le parti nobili chiedendomi due biglietti? Perché non se li compra? Mi sono forse mai permesso di andare in negozio da lui a chiedergli i chiodi gratis? Può anche essere si tratti solo di una questione di cultura. La musica è gratis per tutti, non ne verremo più fuori temo.

Comunque, Babbo Natale, Gigi è inesorabile e non si ferma, mi fa la posta su whatsapp e non mi lascia vivere.
E quindi, caro Babbo Natale, volevo chiederti questo: non è che per caso a Natale mi porti due biglietti del concerto di Vasco Rossi a Milano?

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