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		<title><![CDATA[L'estate sta finendo...]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[L’estatesta finendo, e un anno se ne va...
Quando finir&agrave;, questo 2008, si potr&agrave; dire che &egrave; stata definitivamente decretata
la fine del mercato del cd (attenzione, non del mercato discografico, ma del cdinteso come supporto)...
La musica, come dice un mio amico di Viterbo, “va sempre de moda”...
E chi l’ammazza quella?
Bella domanda, chi l’ammazza la musica?
C’&egrave; chi dice le radio con la loro smania di autopromuoversi nelle piazzeportando artisti gratuitamente ed alimentando cos&igrave; il trend che vuole che la musicastessa sia un bene del quale godere gratuitamente.
C’&egrave; chi dice i grandi sponsor commerciali, come il Cornetto ..la Coca Cola.. oppure Mtv,che portano grandi concerti nelle piazze, fanno la gioia di centinaia dimigliaia di ragazzi, che assistono gratuitamente.
Altri sostengono che la colpa sia dei reality (!) come X-Factor o Amici, dovesi spingono ragazzi alla ricerca della migliore interpretazione, ma non si d&agrave;sfogo alla loro creativit&agrave; di autori.
C’&egrave; chi dice che l’assenza di bravi autori sia la vera causa di questa “crisidi mercato”, e che ci sia mancanza di qualit&agrave;. Altri invece sostengono chequando c’&egrave; talento alla fine si vince, tipo Giusy Ferreri, che i detrattoriinvece accostano alla stregua di una qualsiasi “Amy Winehouse de noantri” e chesta al primo posto da mesi, dicono, perch&eacute; il suo disco costa solo 6 euro...
Se &egrave; cos&igrave; allora hanno ragione coloro che sostengono che i dischi costanotroppo. Allora &egrave; dunque vero che se un disco &egrave; bello, come quello di Giusy, ecosta poco si vende?
No, dicono altri, i dischi che si vendono devono essere dischi di cover, comequello dei Pooh, di Laura Pausini, di Mango o della stessa Giusy, e devonocostare poco...
Ecco allora s&igrave;...Perch&egrave; le radio che mettono solo le hit appoggiano canzonicos&igrave;, e se si sentono alla radio allora vendono.
Mah...
Davvero pensate anche voi tutto questo?
O come noi della Red&Blue, credete che la musica non sia affatto morta mache abbia solo bisogno di avere un indirizzo mediatico e commerciale differenteda quello che &egrave; stato fino ad ora...
Per anni dal ..2000 in..poi, ci si &egrave; aggrappati ai diritti violati dalla rete, rimandando un problemache tutti, noi compresi, ci siamo limitati a dire che era irrisolvibile.Anzich&eacute; assecondare la rete si &egrave; provato a pi&ugrave; riprese a combatterla. Orainvece dobbiamo farci la pace e possibilmente anche l’amore.
E cos&igrave;, mentre negozi e case discografiche chiudono, sostituite rispettivamenteda Myspace ed eventualmente da distributori in strada di mp3, ci&ograve; che emergeveramente &egrave; che c’&egrave; bisogno di spazi per suonare.
Perch&eacute; gli unici momenti in cui ancora due dischi si vendono sono ancora quellilegati a frangenti emozionali di fine performance live...
5 minuti dopo la fine del concerto la voglia per&ograve; mi &egrave; gi&agrave; passata. Come dire,se mi fai trovare le Gillette mentre compro le sigarette all’autogrill va bene,ma se me le metti ..5 metri..pi&ugrave; in l&agrave; non te le compro.

Quest’anno che sta finendo, per quanto ci riguarda, sar&agrave; un anno da ricordareperch&eacute; nel nostro piccolo, avremo aiutato la musica a percorrere altri canali ea calcare altri scenari, non ultimo l’accordo siglato con le sale UCI e Medusagrazie a Opus Proclama.
Ci sforzeremo di dare visibilit&agrave; a 4 o 5 band o artisti che meritino diprovarci, ma anche loro dovranno aiutarci a coprire parzialmente i costi,perch&eacute; noi non chiediamo royalties e nemmeno partecipazioni editoriali aidischi dei gruppi emergenti. Quella &egrave; la loro pensione e noi non vogliamotoccargliela, ma 1000 euro al mese per le spedizioni o per andare a incontrarevia-a-vis  chi fa comunicazione in radio, in tv o sui giornali, percaldeggiare i progetti, quelli ci servono e crediamo per questo di non rubarenulla a nessuno...
Perch&eacute; nell’era di internet ancora privilegiamo il contatto diretto nelpresentare le cose sulle quali lavoriamo...
Noi della Red&Blue siamo proprio degli inguaribili romantici, o forse peraltri solo dei coglioni.
Non si &egrave; forse sempre detto che chi &egrave; romantico o soffre per amore, ha ilprosciutto steso sugli occhi?
E quindi in fondo, se ci pensi, che differenza fa?]]></content>
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		<title><![CDATA[Cineroxy nelle sale UCI e Medusa!!! ]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Beh che dire,
Ci eravamo lasciati con un post nel quale vi annunciavamo l'ingresso della
musica in maniera pi&ugrave; corposa in ambito cinematografico. Bene un po' di
video clip sono transitati (l'ultimo in ordine di tempo mi pare sia quello
di Fibra con la Nannini) prima della proiezione dei film.
Ora al cinema si possono comprare i cd (come per esempio quello di Moby)
e da questo week end parte Cineroxy, 3 minuti in pillole condotti da Red
Ronnie. Le prime pillole sono dedicate a Vasco Rossi, ma il nostro obiettivo
&egrave; quello di arrivare a proporre anche clip di band emergenti. E cos&igrave; anche
molti di voi potranno rispondere al proprio amico del cuore che vi ha detto
che &egrave; stato al cinema: "Ah si? Hai visto il clip della mia band?"...

Oggi Il Corriere della sera ha dedicato una pagina intera ai Lost che sono
stata la Prima Band ad inaugurare la Indyxcui l'anno scorso, la linea low
cost della Red&Blue e che si occupa solo di band ed artisti emergenti.
In un anno e mezzo abbiamo portato gruppi alla Arena di Verona a suonare
prima dei Negramaro (Murmur), band al Cornetto Free Music Festival (Lost), a
Sanremo (Milagro) o a Trl su Mtv (Resound), a Cd Live su Rai2 (Suite, Nopop
e FaS) o a Scalo 76.

Dire che i risultati raggiunti dalla Indyxcui nel suo primo anno di vita
sono andati oltre le aspettative ci pare quasi limitativo.

Ora stiamo cercando 4 o 5 band (o artisti solisti) da lavorare nei mesi di
ottobre, novembre e dicembre, per portarli magari a suonare sul Palco dei
Miti della Musica al Motor Show, dove sono stati i Negramaro, Vasco,
Jovanotti...

Fatevi sentire.]]></content>
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		<title><![CDATA[Musica al cinema?Si può fare...]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Fino a poco tempo si diceva che i nuotatori italiani non avessero successo
perch&eacute; in Italia non c'erano strutture. Poi inaspettatamente il nuoto
italiano &egrave; tornato a primeggiare. Significa forse che nel giro di qualche
anno sono triplicate le piscine o che si &egrave; fatto in modo di portare i
potenziali nuotatori all'impianto sportivo pi&ugrave; vicino?
Boh, quel che &egrave; certo &egrave; che quel che si pensava, ovvero che mancassero i
talenti, in realt&agrave; non era vero.
E nella musica? Nella musica si dice che ce n'&egrave; troppa e troppa di scarsa
qualit&agrave;. Ma sar&agrave; vero? Ci si pu&ograve; lamentare che sia troppa musica?
Io trovo che sia controproducente lamentarsi dell'eccesso di musica.
Sarebbe come se, nella mia innocente eterosessualit&agrave;, mi lamentassi di un
esubero di figa.
No no, i talenti ci sono, caso mai mancano le opportunit&agrave;, e per opportunit&agrave;
io non intendo certamente quelle offerte dalle radio le quali fanno scelte
editoriali che io non mi sento pi&ugrave; di discutere.
Mi riferisco piuttosto alle occasioni in cui far suonare i ragazzi...
Possibile che non ci siano spazi? Sar&agrave; anche vero, ma se &egrave; cos&igrave; creiamoceli
noi, checazzo!
Mah...comunque, tutto questo solo per dirvi che siamo andati avanti sul
discorso della musica legata all'ambito cinematografico e a partire dai mesi
prossimi, se inaspettatamente vi ritrovate cd in offerta al botteghino,
gruppi emergenti che suonano prima della proiezione di un film, interviste o
performance a sorpresa di artisti famosi, beh..non dite poi che non ve lo
avevamo detto.]]></content>
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		<title><![CDATA[Noncapiscoperchè...]]></title>
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		<created>2008-04-03T18:32:34+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Per la serie "I grandi interrogativi della vita" trasmettiamo oggi una serie di "noncapiscoperch&egrave;":

-Noncapiscoperch&egrave; ci sono label companies che si ostinano a proporre a 1000 band contratti garantendo posizionamenti su iTunes quando chiunque pu&ograve; avere le proprie canzoni sui portali. Esistono siti nati appositamente che non chiedono esclusive e che mettono la tua musica su 200 piattaforme...
-Noncapiscoperch&egrave;  non si cercano forme alternative di promozione. Tutto deve sempre partire dalla radio, ma perch&eacute; invece non fare esibire band indipendenti al cinema prima della proiezione dei film? Magari sfruttare quelle mezzore in attesa dei ritardatari potrebbe essere interessante per ascoltare una band in versione unplugged no? E magari invece che fare macerare inutili cd, potrebbe essere carino omaggiare gli spettatori con l’ultima fatica del tal gruppo, o no? Se &egrave; vero che tutte le sale UCI Cinemas sono collegate tra loro, perch&eacute; non sfruttare la cosa per alcuni gruppi? Sarebbe carino presentare il proprio disco alla Multisala di Abbiategrasso e sapere che in collegamento alla Multisala di Matera c’&egrave; un giornalista che ti sta ascoltando, no?
-Noncapiscoperch&egrave; ci sono finti promoter che propongono mailing list improbabili di 1000 radio alle quali, dicono, fare pervenire gli mp3 in promozione delle tue canzoni. E ti chiedono pure i soldi per il servizio!!!
-Noncapiscoperch&egrave;  perch&eacute; ci siano ancora gruppi che danno soldi a queste persone, cartomanti senza ragione di una promozione inesistente!!!
-Noncapiscoperch&egrave;  si tardi cos&igrave; tanto a trovare un accordo tra portali e discografiche allo scopo di permettere a tutti di avere musica ad una cifra flat mensile (10 euro possono bastare?) ma che permetta di scaricare quante canzoni uno desidera. Se &egrave; vero che i grandi sponsor (Cornetto? Coca Cola? ecc.) permettono grandi eventi gratuiti dal vivo, perch&eacute; non dovrebbero permetterci anche di fari sentire la musica che vogliamo?


-Noncapiscoperch&egrave;..........................

Noncapiscoperch&egrave; non ci fai sapere ancora il tuo noncapiscoperch&egrave;...]]></content>
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		<title><![CDATA[Impressioni sanremesi (dialogo semi-serio tra due operatori di settore)]]></title>
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		<created>2008-03-04T10:46:11+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[

- ciao come stai?

- bene tu?...

- ....con chi stai qui?

- seguo questo e quello, tu?...

- edizioni...edizioni...

- ah beh...ma ormai il mercato non esiste pi&ugrave;..

- eggi&agrave; gggi&agrave;...ebb&egrave;...a chi lo dici...

- cio&egrave;...il festival ormai &egrave; solo roba per gli impresari...capisci?

- ess&igrave;...ma non ci sono gli spazi, i dischi costano troppo e poi l'Iva...

- ahhhh...lasciamo perdere quella!

- e poi vogliamo parlare di “internette”?

- ah b&egrave; con quello &egrave; stata proprio la fine...

- si perch&eacute; finch&eacute; c'erano le cassette, ohi ancora ci si salvava...

- eggi&agrave;...ma adesso c'&egrave; gente che produce dischi per vendere i masterizzatori che lei stessa produce...

- sta storia mi ricorda un po' quella di mario il gommista...

- chi?

- mario...era il gommista del mio paese...di giorno vendeva le gomme, di notte le andava a bucare...

- almeno ci fosse un po' di qualit&agrave;...e invece..

- ohi, meno male che han dato il premio della critica a quello che dice che vuole una vita normale...

- geniale no?

- ehm...pensa che Bosso che suonava la tromba con Cammariere, il giorno dopo aveva un concerto a Giacarta...

- e La Bella e la Bestia?

- .........

- la Bella e il Tonno...quelli che han vinto...

- "che Dio li fulmini"...no dico...la canzone dice cos&igrave;, no?

- meno male che c’&egrave; Sanremo Off...

- si perch&eacute; &egrave; ora di finirla con queste cover band...

- eh ma fanno incassare di bar...

- si ma danno ragione alle radio che passano craig david che rif&agrave; bowie, palma che rif&agrave; l’equipe 84 e i pooh che rifanno gli animals...

- i gruppi inglesi per finire in radio devono suonare le canzoni loro e farsi un culo cos&igrave; nei club...

- in italia invece finisci a farti il culo nei club solo se prima ti passano le radio...

- volevo fare ascoltare il mio giovane in gara a sanremo, ma le radio non mi han neanche ricevuto...

- ehhhh mio caro...giochiamo in un campionato dove non c’&egrave; spazio per i settori giovanili...

- a te chi piace?

- a me piace Giua....

- chi?

- Giua...quella che ha cantato all’una e un quarto ieri sera

- ............

- ............

- dai val&agrave;, quando passi a milano dammi un trillo che prendiamo un caff&egrave; assieme....

- certo! Ciaobbello!

- ti stimo molto....
]]></content>
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		<title><![CDATA[Adesso che il cd singolo non esiste più, forse le radio potranno programmare un mp3??]]></title>
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		<created>2008-01-07T10:31:37+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[“Dal 7 di gennaio la FIMI non effettuer&agrave; pi&ugrave; i rilevamenti sui dati di vendita dei CD singoli. La top 10 dei brani pi&ugrave; acquistati sar&agrave; calcolata attraverso i dati dei download e delle canzoni scaricate sui cellulari.
"La storia del 45 giri si trasforma dal vinile al CD e ora al supporto liquido. E' il segnale di un'era che si sposta verso il digitale", ha spiegato il Presidente della FIMI Enzo Mazza. "La popolarit&agrave; di un brano &egrave; legata ai consumi e bisogner&agrave; tenere conto di tutte le forme di fruizione. Anche, ad esempio, dei video visti su You Tube” (Corriere della Sera – 3 gennaio 2008)
 
“Lo avevo previsto, tant’&egrave; che lo scorso anno ho pubblicato Basta poco prima sul web e poi nei negozi” (Vasco Rossi – sempre dal Corriere della Sera del 3 gennaio 2008)”…

Fedeli alla tradizione che vuole che all’inizio del nuovo anno si debba gettare via qualcosa di vecchio, dal 1 gennaio 2008 si &egrave; deciso di farla finita con la classifica dei cd-singoli, supporti fisici che nell’ultimo anno (viene riportato nello stesso articolo citato sopra), non hanno superato le 700mila copie complessive di vendita.
 
Gi&agrave; da tempo ci eravamo trovati ai vertici della classifica dei cd singoli canzoni che non avevano alcun riscontro mediatico (Vito e gli Eneas, Anamor, ecc.) e le radio da tempo avevano smesso di tenere in considerazione questi dati perch&eacute; avvalorati solo da un numero esiguo di utenti. Sarebbe carino ora capire su che cifre si muover&agrave; la nuova classifica che metter&agrave; in fila i brani pi&ugrave; downloadati (solo a dirlo si attorciglia la lingua) sui telefonini cellulari…
 
Ma nel frattempo ci si potrebbe iniziare a domandare: messo da parte il romanticismo prima del vinile e poi del cd, non si farebbe prima a consentire la spedizione degli mp3 alle radio con annessa liberatoria per la programmazione del tal brano sulle emittenti stesse?
]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.redblue.it/dblog/articolo.asp?articolo=13"/>
		<issued>2008-01-07T10:31:37+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Mi sento bene...]]></title>
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		<created>2007-11-27T15:07:02+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Mi sento bene perch&eacute;…

Mi sento bene perch&eacute;….ieri ho spedito un doppio album alle radio.
Mi sento bene perch&eacute;….&egrave; un doppio live di Mario Biondi ed &egrave; bellissimo. 
Mi sento bene perch&eacute;….l’ho mandato a 200 radio, non solo ai network.
Mi sento bene perch&eacute;….ho detto che possono mettere quella che vogliono, come negli anni 80.
Mi sento bene perch&eacute;….non ho iscritto nessun brano del disco al music control.
Mi sento bene perch&eacute;….per la prima volta mi autorizzano a non fare forzature e a non rompere le palle ai programmatori.
Mi sento bene perch&eacute;….&egrave; talmente bello il disco che secondo me lo suoneranno tutti.
Mi sento bene perch&eacute;…..le radio metteranno un disco con gli applausi.
La musica finalmente torner&agrave; ad essere valorizzata per la sua essenza, quella da album, quella suonata dal vivo..ecco perch&eacute; mi sento bene!
]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.redblue.it/dblog/articolo.asp?articolo=10"/>
		<issued>2007-11-27T15:07:02+01:00</issued>
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	<entry>
		<title><![CDATA[La più grande Tv Musicale è internet!!! Ma va?!!!]]></title>
		<id>http://www.redblue.it/dblog/articolo.asp?articolo=9</id>
		<created>2007-11-19T14:24:05+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[La pi&ugrave; grande Tv Musicale &egrave; internet!!! Ma va?!!!

Lo scorso 16 novembre &egrave; arrivata la notizia attraverso un lancio che tutti noi aspettavamo:

ANSA) - ROMA, 16 NOV - 'La rete e' ormai diventata una grande universale tv musicale': lo afferma Enzo Mazza, presidente della FIMI. 'La diffusione di musica in rete - spiega Mazza - raggiunge un nuovo record con il sorpasso di internet sulla tv per numero di videoclip accessibili al pubblico, gratis, legali e disponibili sulle maggiori piattaforme, da Google video a YouTube, a Yahoo Lauch! e molti altri'.

Prendendo spunto da questa Ansa nascono spontanee alcune riflessioni. La prima &egrave; che ormai i canali mediatici a disposizione dei contenuti musicali si sono decuplicati rispetto al decennio scorso e questo proprio grazie al fioririe continuo di tv digitali (ormai molto pi&ugrave; recettivi della televisione generalista), ma soprattutto grazie alla rete ormai divenuta una vera fonte inesauribile di possibilit&agrave; di arricchimento visivo. Proprio sulla rete troviamo ormai di tutto e di pi&ugrave;: dalla premiazione a Nicola di Bari al Festival di Sanremo del 1970 all’arresto dei Sex Pistols sul Ferry Boat durante il mitico concerto sul Tamigi. Dalle storiche performances di Andy Wharol (compresa quella in cui si fa riprendere a telecamera fissa mentre mangia un hamburger) fino all’ultima intervista rilasciata insieme da Stanlio e Ollio.
La seconda riflessione, che &egrave; quella che forse fa pi&ugrave; ridere, &egrave; che mentre nel decennio scorso c’erano i soldi e si “vendevano i dischi”, le case discografiche investivano nei video solo se avevano la certezza di avere poi uno sbocco su Mtv o su Videomusic (poi divenuta Tmc2). Adesso che si potrebbe utilizzare i video-clips in mille altre maniere, dal “mobile” ai portali internet, fino alla tv digitale, beh proprio ora son finiti i soldi per produrre i video…
Paradossale no? Per&ograve; cazzo se siam sfigati!!!
]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.redblue.it/dblog/articolo.asp?articolo=9"/>
		<issued>2007-11-19T14:24:05+01:00</issued>
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	<entry>
		<title><![CDATA[Le case discografiche servono?e se sì: a cosa??]]></title>
		<id>http://www.redblue.it/dblog/articolo.asp?articolo=8</id>
		<created>2007-10-25T11:34:00+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Madonna non rinnova con la Wea, i Radiohead non rinnovano con la Emi. Ma le
case discografiche servono ancora? E se si a che cosa?

Scagli la prima pietra chi non &egrave; andato almeno a curiosare come &egrave; avvenuta
la cessione in download libero sul web delle nuove canzoni dei Radiohead. E
tutti subito a fare i conti in tasca a Tom Yorke e compagni: "ci hanno
guadagnato i furbetti!!" oppure "grande mossa, grande segno di chi sa stare
al passo coi tempi..." e ancora "una svolta epocale, come quella indicata in
passato da Peter Gabriel o da Prince..."
E Madonna non ha rinnovato con la storica major di appartenenza ed ha ceduto
i diritti derivanti dalle royalties delle vendite a chi le organizza i
concerti...
Le majors si assorbono l'una con l'altra perch&eacute; il mal comune allontani il
guaio di un mercato asfittico dove il digitale ancora non supporta il gap
del fisico (ma ci riuscir&agrave; mai?).
I gruppi indipendenti non fanno pi&ugrave; la fila per avere un appuntamento con
l'A&R della tal casa discografica (anche perch&eacute; di A&R non ce ne sono pi&ugrave;),
ma magari preferiscono tentare una partnership editoriale con qualche grosso
network radiofonico, perch&eacute; se ce la fanno con una fava pigliano due
piccioni: discografica e promozione. Le case discografiche, che non sanno
pi&ugrave; dove prendere la ciccia, si organizzano per tentare di fare quel che non
hanno mai fatto: organizzare concerti.
"Se vieni da me" dicono le etichette "in una botta sola hai stampa,
distribuzione, promozione, management e booking concerti"...
Solo cos&igrave; pare evidente ce la possono fare le case discografiche, per
evitare il lento ma inesorabile flusso di musica verso i portali di musica
liquida auto-gestiti. In sostanza loro dicono: fino a ieri facevamo le
ciambelle, da oggi te le vendiamo pure. Anzi, col nosro nuovo servizio take
away, te le portiamo pure a casa. Ovvero, fino a ieri ti producevo
distribuivo, cos&igrave; tu potevi fare i concerti. Ora te li organizzo pure e, se
non te li organizzo, almeno mi devi dare una fetta della torta che guadagni
dalle date che fai, altrimenti....
Altrimenti cosa?
Tanto una cosa appare sempre pi&ugrave; evidente: la musica &egrave; un bene del quale
godere gratuitamente, da anni. Se questo &egrave; vero, da cosa ricaver&agrave; guadagno
chi da sempre lavora di musica?]]></content>
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		<title><![CDATA[Serve Radio Deejay o basta solo Myspace?]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Il 21 giugno scorso, in occasione della Festa della Musica, un comunicato della Audiocoop invitava tutti gli operatori del settore e non, a spegnere i grandi network radio e tv e ad accendere web e radio tv, a dare  ascolto al limite solo alle emittenti locali. 


“E' con grande soddisfazione che il coordinamento per lo "sciopero del 21 giugno", annuncia di aver raccolto durante l'ultima Assemblea Nazionale di AudioCoop, che ha visto una partecipazione altissima, svoltasi sabato 31 marzo a Bologna alla presenza del Presidente SIAE Giorgio Assumma, l'appello di pi&ugrave; di 100 produttori e discografici indipendenti italiani, per spegnere i grandi network radiofonici e televisivi gioved&igrave; il 21 giugno, giorno della Festa Europea della Musica. Tutti gli utenti sono invitati a spegnere le grandi radio e TV, che non danno spazio alla nuova musica indie, emergente ed esordiente del nostro paese, e ad accendere le radio e TV locali e le web radio e TV che danno spazio a tale musica.” 


E’ evidente che non si poteva pensare di risolvere una situazione di stallo legata alla (non) programmazione sui grandi network di musica italiana indipendente attraverso questo fantomatico “sciopero” e, pur guardando con un sorriso a questa piccola provocazione, &egrave; innegabile che la stampa abbia dato risalto all’iniziativa, quanto meno stuzzicando le coscienze degli addetti ai lavori.

La discografia, che forse ha capito con colpevole ritardo le reali potenzialit&agrave; della rete in termini commerciali e di promozione, rivendica solo ora, ma pare pi&ugrave; per un fatto di moda che non per reale convinzione, la assoluta competitivit&agrave; di un “mega centro sociale nemmeno troppo virtuale” come my space a discapito di una programmazione su un network radiofonico di un proprio artista.

I reali fenomeni teen fanno spallucce alle radio (o &egrave; forse meglio dire il contrario), mentre artisti pi&ugrave; adulti stringono l’occhietto alle radio charts pur segnando imbarazzanti assenze nelle classifiche ufficiali di vendita.

E allora cosa serve per dire di una canzone che &egrave; un successo? Serve Radio Deejay, oppure serve stare nei 3 download su Itunes? Serve un 100 nel music control o meglio un passaggio a Trl su Mtv. Certo avere tutto questo sarebbe il massimo, ma siamo sicuri che una esposizione di questo tipo incentiverebbe il dato commerciale?

E soprattutto, come si misura il successo? Dalle views su youtube, o sulla posizione di classifica Fimi Nielsen? Dagli ADD su myspace o sul dato music control?

Eppure se &egrave; vero che normalmente i dischi di artisti in tour, normalmente risalgono o rientrano in classifica, perch&eacute; si continua a prendere sotto gamba la live-promotion?

Perch&eacute; non ci sono gli spazi of course, “oppure vieni, ma voglio che mi fai anche One degli U2”…
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		<title><![CDATA[Meglio fuori dai coglioni o una Hit Radio per tutte le stagioni?]]></title>
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		<title><![CDATA[La radio è ancora una guida musicale?]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[A differenza di quanto accade nei paesi Anglosassoni, dove un gruppo per approdare alle tanto agognate playlist radiofoniche, prima deve necessariamente farsi conoscere ed imporsi sul campo, ovvero dal vivo, in Italia succede esattamente il contrario: prima un gruppo deve avere una buona esposizione mediatica, con prevalenza nelle scelte strategiche di promozione dal mezzo radio, e poi, ma solo eventualmente poi, verr&agrave; data la possibilit&agrave; allo stesso gruppo, di poter ipotizzare un tour in mezzo alla giungla di locali che ospitano per lo pi&ugrave; cover bands.
Se ci passate il paragone, la radio commerciale in questo momento assomiglia un po’ ad un locale che ospita solo cover bands. Nessun margine di rischio, nessuna voglia di sbilanciarsi con un briciolo di scouting, nessuna volont&agrave; di scommettere su di un progetto al suo esordio.
Perch&egrave; se la parola in voga nella radio degli anni 90 era “la novit&agrave;”, con l’inizio del nuovo millennio le emittenti sono alla caccia di “contenuti”.
E se i fatidici contenuti sono rappresentati dalle news, dalla politica, dalla cronaca, dallo sport, o dal gossip, per tenere incollato l’ascoltatore tra una disquisizione e l’altra, la radio dovr&agrave; necessariamente scegliere canzoni molto ma molto conosciute.
E allora la domanda sorge spontanea: se i grandi network fanno del ripescaggio dal passato del repertorio la propria fede editoriale, possiamo ancora considerare le radio una guida alla scelta della nuova musica da acquistare?
A giudicare da quel che si &egrave; visto a Natale del 2006, si direbbe di si: dal 20 novembre al 24 dicembre 2006 abbiamo contato in commercio la bellezza di 45 dischi, tra best, raccolte di successi, greatest hits, live, con tanto di spot del tipo “la raccolta davvero definitiva!!!”. Ma davvero abbiamo trascorso due mesi ad ascoltare la radio per decidere se regalare il best dei REM piuttosto che il greatest dei Jamiroquai, il live dei Pooh o i dischi della Pausini e di Baglioni che ricantavano grandi successi di altri cantanti si, ma sempre grandi successi?
E quelli che invece hanno deciso di scaricarsi un brano o un disco di un gruppo indipendente, un brano inedito, come hanno fatto a convincersi a farlo? A scatola chiusa? 
E i Finley come hanno fatto a convincere cos&igrave; tanti ragazzi/e a comprare il loro disco se non c’&egrave; stato un network che li abbia supportati programmando le loro canzoni?
E in un momento storico come questo in cui si aprono come ombrelli 1000 opportunit&agrave; per fare conoscere i propri lavori, di interagire con altri musicisti senza necessariamente appartenere alla stessa area geografica, la discografia si spacca riguardo alle teorie per tentare di risolvere una situazione di crollo verticale del mercato: alcuni si accapigliano contro le radio accusandole di non sapere osare sul “nuovo che avanza” preferendo sempre pi&ugrave; “l’antico che rassicura”, altri chiedono leggi governative che ricalchino il modello francese di imposizione ai media di una percentuale superiore al 50 per cento di “musica indigena”. 
Alcuni lamentano una concreta assenza di qualit&agrave; delle novit&agrave; discografiche, altri si buttano su quelli che ritengono “i segnali”: l’inverno scorso con Fibra e Marcio che vendevano tutti si sono rimessi a firmare artisti hip-hop.
Ora, col fiorire del vocione di Mario Biondi, ci aspettiamo che ci si butti a pesce alla ricerca di nuovi talenti jazz.
Ma, siamo sicuri che li scopriremo grazie alla radio?
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		<title><![CDATA[Radiofonia e Discografia: un rapporto deteriorato o solo incomunicabilità temporanea?]]></title>
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		<created>2007-01-18T10:54:49+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Nel corso dell&rsquo;edizione 2006 del MEI (Meeting delle etichette indipendenti) sono stato invitato a intervenire ad un incontro (insieme a Bertallot di Radio Deejay, De Gennaro di Mtv e ad altri) che si poneva come obiettivi la discussione basata sull&rsquo;analisi tra quelle che sono le proposte discografiche (con un occhio particolare alla discografia indipendente) e le esigenze editoriali di programmazione musicale all&rsquo;interno dei palinsesti radiofonici.</p>
<p>Tutto nasce dalla disquisizione sull&rsquo;utilit&agrave; o meno del Music Control, questo meccanismo di monitoraggio di 35 emittenti radiofoniche sul territorio italiano (con esclusione di radio appartenenti a svariate regioni come Piemonte, Liguria, Trentino, Friuli, Abruzzo, Molise, Calabria, Basilicata, Sicilia, Sardegna) che ha determinato una classifica &ldquo;dei 150 pi&ugrave; programmati nelle radio&rdquo; la quale ha soppiantato per importanza le charts di vendita delle quali pare non importi pi&ugrave; nulla a nessuno. </p>
<p>In virt&ugrave; di questa speciale classifica, esistente ormai da circa un decennio, la Grande Discografia (mi riferisco in particolare alle majors) ha ristretto la propria mailing list di emittenti relegando quasi esclusivamente il proprio raggio di collaborazioni alle sole radio appartenenti al panel del Music Control. </p>
<p>Noi come <span style="font-weight: bold;">Red&amp;Blue</span> non abbiamo invece mai cessato di lavorare con un range pi&ugrave; largo di emittenti, diciamo mai al di sotto delle 150 unit&agrave;, ma non &egrave; questo il punto.</p>
<p>Quel che emerge da un ipotetico raffronto tra le charts radiofoniche e quelle di vendita &egrave; che sempre pi&ugrave; di frequente ci&ograve; che abita i piani alti di una, non occupa una delle prime 100 posizioni di quell&rsquo;altra. In sostanza, sempre pi&ugrave; spesso ci&ograve; che &ldquo;suonano&rdquo; le radio non &egrave; detto che venda dischi, e ci&ograve; che vende ancora un cospicuo numero di cd, non necessariamente viene programmato nelle radio. </p>
<p>Non occorre essere scienziati per notare che questo fenomeno riguarda in particolare per certi versi i progetti discografici maggiormente graditi da un pubblico pi&ugrave; giovane. Progetti che, con la tendenza ormai nemmeno troppo celata da parte delle radio di indirizzarsi verso soluzioni &ldquo;contemporary adult&rdquo; o &ldquo;hit radio&rdquo;, riescono comunque ad ottenere un dato commerciale importante (almeno per lo stato in cui versa il mercato in questo periodo) appoggiandosi ad altre strategie di marketing (per chi se le pu&ograve; permettere) e di promozione. </p>
<p>Quel che &egrave; certo &egrave; che, con l&rsquo;unico obiettivo comune di risalire i gradini della classifica Music Control, ormai da anni si abbraccia un&rsquo;unica soluzione di promozione: quella della imposizione di un singolo per accumulare i punti necessari ad entrare nei 100 del music control a discapito di una promozione maggiormente incentrata sull&rsquo;album per intero, con conseguente proposta di pi&ugrave; brani da uno stesso disco che per&ograve;, con grande disappunto della Grande Discografia, farebbe disperdere i punti music control su pi&ugrave; canzoni (oltre che alzare i costi di monitoraggio perch&eacute; spalmati su pi&ugrave; brani dello steso disco).</p>
<p>Ed in una situazione cos&igrave; stagnante (intrisa di &ldquo;no musica in tv perch&eacute; non fa audience&rdquo;, di &ldquo;perch&eacute; i gruppi inglesi suonano in ogni dove mentre qui in Italia riesci a farlo solo se fai cover?&rdquo;, di Iva al 4 o al 20 per cento, di &ldquo;perch&eacute; se esce un libro me lo compro, mentre se c&rsquo;&egrave; un concerto penso a subito a chi mi pu&ograve; procurare i biglietti?&rdquo;), una situazione dalla quale pare non ci siano vie di scampo, noi alla <span style="font-weight: bold;">Red&amp;Blue</span> non intendiamo subire e iniziamo ad occuparci di musica indy, se mi passate il termine calcistico, &ldquo;cercando di aggredire meglio gli spazi&rdquo;. </p>
<p>Buon anno a tutti.</p>
<p>Marco Stanzani</p>]]></content>
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