ECCO I CINQUE ARTISTI COI QUALI E’ STATO PIU’ DIFFICILE COLLABORARE

Quest’anno compio 30 anni di onorata carriera (si fa per dire) al servizio della musica (per giunta senza saper suonare manco il campanello di casa, pensa te).

Due anni fa mi venne in mente di annotare in un piccolo libro (i cui proventi sono destinati all’Ageop – Associazione Genitori di Oncologia Pediatrica), intitolato “Artisti di Spalle” (per chi volesse comprarlo questo è il LINK), alcuni episodi-aneddoti accaduti con artisti coi quali ho avuto il privilegio di poter collaborare.

Questa mattina invece ripensavo a quali sono stati gli artisti coi quali è stato più complicato lavorare. E ne è venuta fuori una classifica abbastanza complessa, ma per farvela breve vi racconterò soltanto le prime cinque posizioni.

E dunque, al numero 5 della classifica degli artisti che mi hanno impegnato maggiormente metterei sicuramente Umberto Tozzi. Artista straordinario quanto indolente, per lavorare bene con lui è più importante conoscere la mappa dei migliori ristoranti italiani piuttosto che l’andamento degli airwaves radio. Per cui ai colleghi che avranno il privilegio di poter lavorare con Umberto suggerirei di ingoiarsi direttamente la Guida Michelin.

Al numero 4 metterei Renato Zero. Personalità fortissima, grande catalizzatore, uomo di grande intelligenza che però ancora non ha capito che nella nuova comunicazione, chiunque di noi con uno smartphone in mano, lo si può considerare armato di telecamera a tutti gli effetti.  E quindi ogni giornata di lavoro con Renato cominciava sempre con la più classica domanda: “A Nì, oggi famo radio o tv’” … e quando tu gli spiegavi che anche andando in radio comunque ci sono sempre riprese video, ecco che lui tornava in camera a truccarsi e a te toccava spostare gli appuntamenti di almeno un’ora.

 

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