Sanremo Giovani, conosciamo meglio Wepro – INTERVISTA

Wepro, nome d’arte di Marco Castelluzzo, è uno dei nomi dei 24 giovani artisti selezionati per la nuova edizione di Sanremo Giovani. La nuova competizione, ideata da Claudio Baglioni per accedere direttamente al Festival di Sanremo, andrà in scena a partire il prossimo 20 e 21 dicembre 2018. Il brano proposto alla commissione artistica da Wepro porta per titolo Stop/Replay ed è stato scritto e composto dallo stesso cantautore che più volte abbiamo avuto la fortuna di intervistare nei nostri spazi. Ecco che cosa ci ha raccontato, invece, di questo suo nuovo brano:

<<La partecipazione a Sanremo non è stata una scelta a cui avevo pensato subito bensì quasi una casualità: stavamo ascoltando con il mio team di lavoro dei brani e all’improvviso ho pensato ‘ma se portiamo questo pezzo a Sanremo che succede?’. Abbiamo discusso di questa cosa e fino all’ultimo sono stato indeciso se proporre questo brano o una canzone più classica e sanremese che, però, in questo contesto poteva rischiare di perdersi nel mucchio. Non vorrei che Sanremo fosse un Festival dedicato alla canzone più triste o malinconica: non l’ha mai inteso così e non volevo ricadere in quel clichè. Ho scelto “Stop/Replay” per il testo: è un brano molto vero che dice delle cose che abbracciano, a volte anche in modo provocatorio, le debolezze dell’uomo moderno tra cui anche quelle musicali. Non mi piace questa gara a fare le canzoni con dei termini indie solo perché funzionano: volevo proporre una canzone vera, che dice le cose in faccia>>.

Il fine ultimo di questa canzone qual è?

<<La voglia di essere un inno generazionale senza trucchetti o mezze misure. E’ sicuramente una canzone pop ma io adoro il pop e non mi vergogno di dirlo: di fondo, il song-writing che caratterizza tutte le mie canzoni è spiccatamente pop malgrado venga, poi, mischiato spesso e volentieri al rock>>.

Il meccanismo di quest’anno prevede, poi, un secondo brano da portare in gara nel caso in cui tu fossi, e te lo auguriamo ovviamente, uno dei due vincitori del circuito…

<<Quello, invece, è un brano molto rock. Ho scelto di tenere fuori, anche in questo caso, quel brano più “classico” di cui parlavamo prima. Il Festival di Sanremo, secondo me, deve rispecchiare il fervore della musica italiano che non è sempre e solo quella composta e pacata. L’idea che Sanremo debba essere solo la vetrina della musica con gli archi deve, secondo me, sparire perché non può essere così se vogliamo conservare questa manifestazione come attuale. Io voglio andare al Festival con qualcosa di davvero molto provocatorio e polarizzante. Sento la missione di portare qualcosa di più piccante su quel palco invitando le persone a cambiare, esattamente come dice la canzone>>.

Tra i due brani che hai presentato, essendo sincero al 100% qual è quello più forte? Te lo sei giocato subito o l’hai tenuto per dopo?

<<Mah… non lo so. Secondo me sono forti tutti e due! L’altro brano è, forse, più forte a livello di impatto musicale ma meno per quanto riguarda il testo che, invece, è l’elemento focale di “Stop/Replay” dove il suono non è prettamente italiano>>.

Cosa ne pensi dei tuoi giovani colleghi? Su chi punteresti?

<<Non ho ascoltato tutte le canzoni ancora ma mi piace molto il brano e la produzione del pezzo di Marte Marasco. Mi piace tanto anche la produzione di Mahmood e il brano di Federica Abbate che è una cantautrice pazzesca e che, personalmente, consideravo adatta già per entrare tra i big veri e propri>>.

Se dovessi, invece, pensare al Festival vero e proprio in scena a febbraio c’è qualche nome con cui ti piacerebbe dividere il palco visto e considerato che, di fatto, i due vincitori di Sanremo Giovani gareggeranno, da quest’anno, come veri e propri big?

<<Penso che Ultimo sarebbe un bel compagno di viaggio. Mi piace tanto il suo mondo artistico ed il suo modo di pensare. Se dovessi fare altri due nomi direi Salmo e Ghali che, forse, non ci andrebbero mai a Sanremo ma, personalmente, mi piacciono parecchio ultimamente. Sono tutti artisti che hanno qualcosa da dire>>.

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