Intelligenza artificiale, algoritmi, streaming e nuove tecnologie rivoluzioneranno il modo di promuovere la musica. Ma tra venticinque anni conteranno ancora le stesse cose? Una riflessione semiseria sul futuro della promozione musicale.
Nel 2002 aprivo Red&Blue in una stanza del Roxy Bar, gentilmente concessa da Red Ronnie.
Avevo un telefono, una rubrica piena di numeri, qualche idea e una discreta dose di incoscienza.
Oggi abbiamo l’intelligenza artificiale, gli algoritmi, i big data, le piattaforme di streaming e i social media. Una quantità di strumenti che, nel 2002, sarebbe sembrata fantascienza.
Eppure, non passa settimana senza che qualcuno mi chieda:
«Secondo te dovrei investire su TikTok?»
Esattamente come venticinque anni fa mi chiedevano:
«Secondo te dovrei investire in un fax nuovo?»
Cambiano gli strumenti. Le domande restano.
Così, per festeggiare i 25 anni di Red&Blue, mi sono divertito a immaginare come potrebbe essere la promozione musicale nel 2052.
Come cambierà l’ufficio stampa musicale?
Gli uffici stampa saranno sostituiti da avatar olografici.
L’artista non chiamerà più il promoter. Lo materializzerà in salotto. Un ologramma in giacca e sneakers apparirà davanti al divano e dirà:
«Buongiorno. Ho appena ottenuto per lei 38.000 citazioni sui media quantistici della galassia locale».
L’artista risponderà:
«Bellissimo. Ma mia madre continua a chiedermi quando vado a Sanremo».
Alcune cose non le cambierà nemmeno la tecnologia.
Perché, anche quando gli strumenti saranno completamente diversi, il lavoro dell’ufficio stampa musicale continuerà a ruotare intorno a una domanda molto concreta: come raccontare un progetto artistico in modo interessante e farlo arrivare alle persone giuste?
Intelligenza artificiale e algoritmi: chi deciderà cosa ascoltiamo?
Le radio saranno gestite dall’intelligenza artificiale.
Le playlist verranno programmate da algoritmi capaci di prevedere i gusti del pubblico con una precisione del 99,9%.
Ovviamente gli ascoltatori continueranno a lamentarsi.
«Una volta la musica era migliore».
Una frase che sentiamo dagli anni Cinquanta e che probabilmente sentiremo anche nel 2052.
L’intelligenza artificiale potrà aiutare a individuare pubblici, analizzare dati e suggerire strategie promozionali sempre più precise. Ma prevedere che cosa una persona potrebbe ascoltare non significa necessariamente sapere quale canzone la farà emozionare.
E questa differenza potrebbe restare fondamentale anche nel futuro della musica.
Gli artisti pubblicheranno un singolo ogni tre ore
Oggi c’è chi pubblica un brano ogni mese.
Tra venticinque anni l’algoritmo suggerirà:
«Il tuo livello di attenzione sta calando. È il momento di pubblicare una nuova canzone».
L’artista dormirà poco, ma avrà 4.372 singoli all’attivo.
Nessuno ricorderà il titolo di nessuno.
La tecnologia renderà sempre più facile produrre e distribuire musica. Ma proprio per questo potrebbe diventare ancora più importante avere qualcosa da raccontare, costruire un’identità riconoscibile e dare un senso alle proprie uscite.
Perché pubblicare continuamente non significa necessariamente costruire una carriera.
Social media e promozione musicale: tutto sarà in diretta
I follower potranno assistere alla creazione della musica in tempo reale.
Non esisteranno più backstage. Tutto sarà trasmesso in diretta.
Scrivi una strofa?
Live.
Registri una chitarra?
Live.
Litighi con il batterista?
Super live.
Chiedi dove sia finito il batterista?
Trend mondiale.
La promozione musicale sarà sempre più legata alla capacità di creare contenuti e coinvolgere il pubblico. Ma forse, a un certo punto, qualcuno sentirà il bisogno di spegnere tutto e ascoltare una canzone senza sapere come è stata registrata, chi l’ha prodotta o quanti follower ha chi l’ha scritta.
Una specie di rivoluzione: ascoltare la musica per la musica.
Gli algoritmi diventeranno artisti?
Arriverà il primo cantante completamente artificiale.
Voce perfetta. Immagine perfetta. Presenza scenica perfetta.
Interviste perfette.
A quel punto il pubblico cercherà disperatamente qualcuno di imperfetto.
E vincerà un cantautore che sbaglia gli accordi e dimentica le parole ai concerti.
Perché la musica è sempre stata una faccenda umana.
L’intelligenza artificiale potrà diventare uno strumento potentissimo per scrivere, produrre, promuovere e distribuire musica. Ma il valore di un progetto non dipenderà soltanto dalla perfezione tecnica.
A volte sarà proprio un’imperfezione a rendere un artista riconoscibile.
Le riunioni di promozione musicale dureranno trenta secondi
«Come sta andando il progetto?»
«Bene».
«Quanti ascolti?»
«Tanti».
«Quanto abbiamo speso?»
«Troppo».
«Ci vediamo la prossima settimana».
Fine della call.
Probabilmente questa sarà la vera rivoluzione tecnologica.
Ma la vera promozione musicale sarà ancora la stessa
Fra venticinque anni avremo strumenti che oggi non siamo nemmeno in grado di immaginare.
Esattamente come nel 2002 non avremmo potuto immaginare Spotify, TikTok o l’intelligenza artificiale generativa.
Cambieranno le piattaforme, i linguaggi, le modalità di ascolto e gli strumenti con cui gli artisti potranno raggiungere il pubblico.
Ma credo che una cosa resterà fondamentale.
La promozione musicale non sarà mai soltanto una questione di tecnologia.
Sarà sempre la capacità di riconoscere una bella canzone, raccontarla nel modo giusto e metterla davanti alle persone che possono emozionarsi ascoltandola.
Perché gli strumenti cambiano. Le piattaforme cambiano. Gli algoritmi cambiano.
Le emozioni no.
E forse, se tra venticinque anni Red&Blue sarà ancora qui a fare il proprio mestiere, sarà proprio per questo motivo.
Non perché avremo indovinato il futuro.
Ma perché non avremo mai smesso di ascoltare le canzoni.
Vuoi capire quali attività di promozione sono più adatte al tuo singolo? Red&Blue affianca gli artisti nella valutazione del progetto e nella costruzione di strategie promozionali coerenti con i loro obiettivi. Scrivi a artisti@redblue.it per maggiori informazioni.
Red&Blue Music Relations
Promozione musicale, strategia e progetti artistici.
