E’ passato un mese da Sanremo ed è tempo di bilanci
Sanremo

E’ passato un mese da Sanremo ed è tempo di bilanci

Il primo dato che sale agli occhi è che alle radio della categoria Nuove Proposte interessa più o meno quanto al sottoscritto un corso di taglio e cucito.

Venerdi scorso è arrivata come di consueto la classifica Generale di EarOne e anche quella di Radio Monitor/Radio Airplay, che sono sostanzialmente sovrapponibili. Entrambe riportano un dato inequivocabile: il primo artista che ha partecipato alla categoria Nuove Proposte di Sanremo 2021 meglio posizionato nella classifica Airplay Radio è Wrongonyou e occupa la posizione nr 122 !!!

Ma perché alle radio dei Giovani di Sanremo non gliene frega un fico secco?

Semplice.

Perché è ormai assodato quanto le radio operino scelte non tanto indirizzate verso ciò che è bello da un punto di vista artistico, quanto verso la notorietà di chi canta.

Per questo motivo se Avincola, per citare il primo Giovane in gara a Sanremo quest’anno che mi è venuto in mente, scrivesse la nuova “Imagine” e contemporaneamente  Tiziano Ferro pubblicasse una canzone discutibile, comunque le radio programmerebbero Tiziano Ferro e non certamente il povero Avincola.

Tranquilli, non c’è alcun mistero dietro a queste scelte, ma una semplice spiegazione: le radio devono fare i conti con le piattaforme di streaming legale le quali determinano consigli musicali più mirati e guidati rispetto alle soluzioni imposte dalle emittenti, scelte che gli utenti fruitori del mezzo si erano abituati a subire nei decenni passati. I contenuti speakerati ora determinano le scelte di ascolto sulle radio e la musica è diventata un elemento collante per fare in modo che gli ascoltatori non cambino canale. Per questo c’è un rifiorire di John Lennon e Pink Floyd in onda e sempre meno sentirete i nuovi Lùnapop crescere partendo dalla radio.

Si è sempre detto quanto la vera chiave del successo sia il PASSAPAROLA che ormai da tempo deve essere alimentato attraverso altri mezzi. Non certamente dalla radio in primis. Negli anni 90 se eri super programmato alla radio la stampa scritta si occupava di te e ti consacrava. Ora servono i dati legati alle piattaforme, youtube e spotify per primi, per alimentare curiosità verso i media storici come radio e press.

La radio non è più quindi il punto di inizio, ma sostanzialmente il punto di arrivo nella promozione di un giovane talento. Ma attenzione, nell’epoca in cui il successo lo si misura in termini di ascolti e non più in funzione delle vendite, la radio assume ancora un valore centrale.

Come disse Bruce Springsteen: “La musica alla radio è la febbre di un sogno condiviso, un’allucinazione collettiva, un segreto tra milioni e un sussurro all’orecchio di tutto il paese”.