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Incrementare i propri streaming, come farlo e perchè non utilizzare i BOT

Molti artisti trovano allettante utilizzare BOT per incrementare i propri streaming, ma questo è un errore madornale. Cerchiamo di capire perché.

Stream e visualizzazioni sono la linfa vitale di un artista musicale. Più ne hai, più soldi puoi fare e maggiori sono le tue opportunità. Ecco perché molti artisti ritengono che l’utilizzo di un bot di streaming per aumentare i loro numeri potrebbe costituire una buona idea. Ma come spesso accade, ogni idea che sembra buona in superficie, potrebbe nascondere problemi quando guardi sotto il cofano.

Cerchiamo di capirci, utilizzare un bot di streaming significa acquistare flussi falsi, il che è contrario ai termini del servizio di Spotify e di ogni altro servizio di streaming. Se scoperti, potreste essere banditi dalla piattaforma, anche se, a dire il vero, non succede spesso. Il motivo è che molte etichette utilizzano robot per aumentare la posizione di una canzone nelle classifiche.

La cosa paradossale è che molte etichette, pur utilizzando i cosiddetti robot, mantengono un atteggiamento corretto in superficie, snidano e condannano artisti che fanno lo stesso utilizzo di BOT e che vorrebbero gonfiare i dati per strappare un contratto.

E come si fa a scoprire se un artista sta facendo il malandrino su Spotify o se i suoi dati non sono reali? In genere ci vuole un po’ di lavoro investigativo minore, ma se i numeri social di un artista su più piattaforme non seguono da vicino l’attività di streaming, di solito questo dato è indicativo della marachella.

Allo stesso modo, un servizio di streaming non può quasi mai identificare un bot poiché questo è quasi sempre celato dietro una VPN (Rete Virtuale Privata) e appare solo sotto forma di insieme di più utenti e nulla più. Ciò che può identificare il BOT è il modello d’uso. Ciò significa che invece di ascoltare principalmente un singolo di un certo genere di musica, come fa la maggior parte delle persone, il bot viene normalmente distribuito su molti generi non correlati. Facendo un ulteriore passo avanti, di solito una canzone che sta ottenendo una vera trazione apparirà anche su almeno una playlist di marca legittima. In definitiva, se hai molti stream e compari solo su alcune playlist casuali, stai inviando un messaggio chiaro che stai utilizzando un bot di streaming.

E’ evidente che l’utilizzo di un bot può fornire risultati che sembrano buoni per il momento, ma alla fine può ostacolare la vostra carriera. Sarebbe uno smacco per un’etichetta e potrebbe effettivamente farvi bandire dai servizi di streaming di cui avete così tanto bisogno. Anche in streaming, il successo è lo stesso di sempre. È un processo più lento di quanto potreste desiderare, converte un ascoltatore alla volta, ma se costruite la vostra carriera passo passo, alimentandola con una cospicua attività live, covid permettendo, siamo certi che riuscirete ad ottenere ciò che meritate.

Perché è vero che, come diceva Winston Churchill, “Una bugia fa in tempo a compiere mezzo giro del mondo prima che la verità riesca a mettersi i pantaloni”, ma è anche vero che all’inizio del nuovo millennio si formò una colonia di furbetti che scoprirono che downloadando le loro stesse canzoni su iTunes ci si poteva trovare in classifica davanti a Vasco Rossi. Di questi casi si occuparono anche Striscia la Notizia e Le Iene. Da allora questa gente crediamo abbia aperto probabilmente una ferramenta, ma di certo non fa più l’artista.

Fermatevi un attimo a rifletterci su.

 

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